Coronavirus: chiusura fino al 1° marzo

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Si avvisa che:

in ottemperanza a quanto disposto dalla Pubblica Autorità sull’emergenza Coronavirus (vedi l’Ordinanza Regionale n.1 del 23/02/2020, che prevede la “sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio di cui al d.lgs. 42/2004”), la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi rimarrà CHIUSA fino a domenica 1° marzo, compresa.

Seguiranno aggiornamenti.

Chiusura straordinaria fino a martedì 25/02

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Si avvisa che:

la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi rimarrà CHIUSA da domenica 23 febbraio fino a martedì 25 febbraio compreso, in quanto aderisce all’Ordinanza del Comune di Piacenza: n.103 del 22/02/2020, per far fronte all’emergenza sanitaria causata dalla presenza di focolai di “Coronavirus” in Comuni contermini alla Provincia di Piacenza.

Seguiranno aggiornamenti.

La sezione “Spazi di monocromia” in Ricci Oddi

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L’ultima sezione della mostra La rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo (https://www.xnlpiacenza.it/) – denominata SPAZI DI MONOCROMIA – si sviluppa attraverso una fondamentale serie di lavori sulla monocromia, proposti nella sede della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi (via San Siro 13, Piacenza).

Intorno a uno dei temi maggiormente indagati del ‘900, si crea una dialettica con la raccolta permanente realizzata dal collezionista piacentino con particolare riferimento alle sculture di Medardo Rosso.

La ricerca passa attraverso le opere di Piero Manzoni, Enrico Castellani, Mario Schifano, Fabio Mauri, Gregor Schneider ed Ettore Spalletti a cui si aggiungono le digressioni di Wolfgang Laib, Domenico Bianchi, Marco Bagnoli e Remo Salvadori. Una monocromia che diventa sfida per gli artisti dell’ultima generazione con i lavori illusionistici, tra bidimensionalità e tridimensionalità, di Wyatt Kahn, l’installazione di manifesti rovesciati proposta da Stefano Arienti, i granelli di smog che creano una superficie uniforme ne Le ceneri di Milano di Luca Vitone a cui si aggiunge Pietro Roccasalva con un neon che si estende nello spazio per quasi sette metri in omaggio a Lucio Fontana. La componente classica dell’indagine emerge, poi, dalla scultura in marmo nero di Carrara dell’artista americano Barry X Ball e dalla fotografia di Mimmo Jodice che ripropone la memoria del passato attraverso il frammento di una testa ritrovata a Ercolano.

Sul marmo bianco di Alberto Garutti, poi, compare la scritta “tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora” che potrebbe essere considerato come un messaggio rivolto ai collezionisti.

Dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Fino al 24 maggio 2020. La mostra inizia nella sede di XNL Piacenza Contemporanea (via Santa Franca 36, Piacenza).

Fino al 24 maggio: cambio ticketing e orari d’apertura

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ORARI

La Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi fino al 24 maggio 2020 seguirà il seguente orario d’apertura:

orario continuato dalle ore 10.00 alle ore 19.00,

dal martedì alla domenica.

(vedi: http://riccioddi.it/tariffe-e-orari/)

 

TICKETING

Oltre al solito biglietto di ingresso per visitare la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, acquistabile nella biglietteria del museo (vedi tariffe e riduzioni qui: http://riccioddi.it/tariffe-e-orari/), fino al 24 maggio 2020, c’è la possibilità di acquisto, SOLO presso XNL Piacenza Contemporanea (via Santa Franca, 36, Piacenza) di un unico biglietto che da accesso sia alla mostra “La rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo”, ospitata nello stesso luogo dell’acquisto, sia alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi che, oltre alla sua splendida collezione permanente, ospita, per l’occasione, l’ultima sezione di tale mostra, denominata: “SPAZI DI MONOCROMIA”.

Il biglietto acquistabile in Galleria Ricci Oddi, tuttavia, oltre a permettere la fruizione della splendida collezione esposta permanentemente, consentirà l’accesso anche all’ultima sezione di tale mostra, denominata: “SPAZI DI MONOCROMIA” (ma non all’intera rassegna esposta nelle due sedi).

 

Per maggiori info:

Mail: info@riccioddi.it

Tel: 0523 320742

 

Inaugura la mostra:”La rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo”

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All’interno di “Palazzo ex Enel” – ribattezzato XNL Piacenza Contemporanea (via Santa Franca, 36, Piacenza) – di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano e all’interno dell’adiacente Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi (via San Siro, 13, Piacenza), dal 1° febbraio al 24 maggio 2020 si apre la mostra:

“La rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo”.

Curata da Alberto Fiz, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Emilia-Romagna, con un progetto di allestimento di Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE e la consulenza scientifica del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, presenta oltre 150 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni di autori quali Piero Manzoni, Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Tomás Saraceno, Andy Warhol, Bill Viola, Dan Flavin, William Kentridge, provenienti da 18 collezioni d’arte, tra le più importanti in Italia, che indagano trasversalmente movimenti, stili e tendenze della contemporaneità.

Il percorso si completa alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – i cui locali sono attigui a quelli di XNL – dove una serie di lavori di artisti tra cui Ettore Spalletti, Wolfgang Laib, Fabio Mauri, Gregor Schneider, Pietro Roccasalva, dialoga con i capolavori dell’Ottocento e del Novecento, raccolti dall’imprenditore e collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi che costituisce un fondamentale modello di riferimento.

In foto: “Ercolano” di Mimmo Jodice, stampa giclèe, 1999. (Visibile nella sezione allestita in Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi).

Il Klimt: il comunicato stampa della Galleria

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Il Presidente della Galleria Ricci Oddi, Massimo Ferrari, comunemente a tutto il Consiglio di Amministrazione è felice della notizia che
rende definitivamente autentico il quadro ritrovato il 10 dicembre nel giardino del nostro museo. Un’attesa molto sentita da tutti noi nel sincero entusiasmo che questo “regalo” possa essere lo slancio che da tempo stiamo immaginando e per il quale stiamo lavorando nell’interesse della Pinacoteca piacentina e della nostra città.

In questo mese appena trascorso, nella speranza comunque sempre ottimista di ri-accogliere “a casa” il quadro di Gustav Klimt il nostro impegno è già stato indirizzato nell’ immaginare importanti iniziative per la massima valorizzazione del quadro che senza dubbio sarà sotto i riflettori internazionali speriamo per molto tempo.

Con i Consiglieri stiamo condividendo un programma importante che possa promuovere e in alcuni casi, si può dire, far conoscere a differenti livelli di pubblico questa opera che nel tempo ha acquisito sempre maggior valore grazie alla sua storia legata indissolubilmente alla Galleria a partire dal suo fondatore Giuseppe Ricci Oddi.
Siamo consapevoli che questo piano di valorizzazione dovrà riguardare diversi piani di interesse e pensiamo sia importante tener in equilibrio questi differenti fronti. Vogliamo che il Ritratto di Signora possa essere nuovamente apprezzato e indagato da ricercatori e critici che si occupano di storia dell’arte e in particolare di questo autore, ci preme per questo promuovere al più presto un convegno internazionale che davvero possa mettere in dialogo i massimi esperti d’arte per proseguire nella ricostruzione delle vicende riferite all’opera interrotte 23 anni fa.

Pensiamo poi che questa notizia importante del ritrovamento ci imponga di farci portatori in prima linea dell’orgoglio italiano di poter conservare, al fianco dei moltissimi capolavori italiani, alcune preziose opere di importanti artisti stranieri e per questo vorremmo poter contestualizzare il nostro quadro in una esposizione all’interno degli spazi espositivi della Ricci Oddi in un confronto diretto con gli altri due quadri di Klimt conservati in Italia, a Roma e a Venezia. Questo anche per raccontare ancor meglio in questa occasione l’importanza della sinergia concreta tra le nostre istituzioni e in particolare tra le Gallerie di Arte Moderna.

Mai come in questa epoca poi crediamo che il valore di questa opera e della sua storia debba e possa raggiungere tutti e per questo sarà importante il coinvolgimento delle arti affini; la letteratura, la fotografia, il cinema, il teatro concorreranno ognuno con la propria sensibilità e potenzialità a raccontare e interpretare questo momento storico per il quadro, la Galleria e la città di Piacenza. Sarà l’occasione per dimostrare ancora una volta come le discipline artistiche nella loro diversità possano concorrere ad avvicinare tutte le persone alla Cultura e alla storia del nostro Paese e della nostra città.

Stiamo già lavorando ad un volume che si concentri sulla ricostruzione, nel modo più preciso possibile, di tutte le vicende che riguardano l’opera a partire dal suo acquisto quasi cento anni fa nel 1925, avendo bene in mente una delle prime foto che la ritrae nella casa di Giuseppe Ricci Oddi nella sala del biliardo assieme a tutti i quadri che da li a poco avrebbero abitato il museo di Via San Siro.
Questa pubblicazione ci piacerebbe diventasse anche un’occasione, l’incipit, per mettere a valore l’archivio della Galleria e investire sulla sua memoria anche tramite le istituzioni universitarie da sempre garanti di una qualità e profondità della ricerca sempre auspicata.

Infine abbiamo già preso contatti con importanti registi, vicini a noi, che sono naturalmente curiosi e entusiasti di lavorare al nostro fianco per costruire una trama capace di entrare in questa storia non ancora conclusa, con la leggerezza ma anche la qualità e profondità necessarie a questa epoca e a questo evento.

Il Klimt è autentico

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Autentica: La tela ritrovata il 10 dicembre scorso nella nicchia del muro esterno della Galleria d’arte Ricci Oddi di Piacenza è del Klimt ed è quella trafugata il 22 febbraio 1997.
Ne sono certi gli esperti nominati dalla procura per determinarne l’autenticità.
La conferma è arrivata nella conferenza stampa di venerdì 17 gennaio, convocata nella sede della Banca d’Italia di via Mandelli (Piacenza), alla quale hanno partecipato i sostituto procuratori Ornella Chicca e Antonio Colonna.

Aperto un passaggio tra la Ricci Oddi e Palazzo XNL

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E’ stato aperto un passaggio che unirà il restaurato edificio dell’ex Enel (ora noto come XNL) di via Santa Franca con gli adiacenti locali della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di via San Siro.
Una breccia, questa, che consentirà alle due istituzioni museali piacentine di organizzare esposizioni e iniziative culturali comuni, già a partire dal 2020.

In foto la stretta di mano simbolica tra il Presidente della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Massimo Ferrari, e il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani.

Avvenuto il ripristino del verde della Ricci Oddi

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Sono terminati i lavori di sistemazione del verde nel giardino della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi.
Si è trattato di una regolamentazione dei rampicanti che abbelliscono le pareti esterne dell’edificio e della potatura dei grandi alberi presenti.
Il giardino ora si presenta nella sua rinnovata bellezza con punti di forte interesse come il Portale d’Onore, originario accesso all’edificio, l’elegante chiostro con il melograno al centro o le numerose statue visibili lungo il percorso.
E’ proprio durante la fase iniziale di questi lavori sul verde che è avvenuto il celebre ritrovamento del 10 dicembre.

Nuova sezione del sito dedicata al Klimt

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Per far fronte alle numerose richieste che ogni giorno giungono in Galleria a seguito del ritrovamento avvenuto in data 10 dicembre 2019 è stata predisposta una sezione del nostro sito internet (http://riccioddi.it/ritratto-di-signora-di-gustav-klimt/) nella quale verranno inserite le informazioni ufficiali che possano aiutare a comprendere le vicende riferite al quadro di Gustav Klimt – Ritratto di signora (1916-1917), in merito alle notizie sull’opera acquistata da Giuseppe Ricci Oddi nel 1925, alla scoperta del doppio ritratto avvenuta nel 1996, al furto del 1997 e ancora alle indagini che proseguono da ormai più di 20 anni.

E’ interesse e volontà del CdA della Galleria Ricci Oddi, rispettare le necessità giudiziarie che chiedono il massimo riserbo sulle indagini in corso rivolte in questo momento sia alla effettiva verifica della autenticità dell’opera che tutti auspichiamo sia ai dovuti approfondimenti in merito al furto.